Suoli ad Uso Agricolo

Il suolo è un habitat estremamente vario, uno dei più ricchi di organismi di tutta la biosfera sia dal punto di vista tassonomico sia dal punto di vista numerico.
Secondo la natura della roccia madre, le condizioni climatiche, l’esposizione, la pendenza della zona in cui avviene la degradazione, si possono avere molti tipi di suolo, ciascuno strettamente correlato sia con la vegetazione sia con gli organismi che in esso vivono.
Il suolo è un corpo naturale continuo, le cui tre maggiori caratteristiche sono:

  • L’organizzazione in strutture, specifiche per il mezzo pedologico. Queste strutture formano l’aspetto morfologico del suolo, derivano dalla sua storia e determinano le sue proprietà e la sua dinamica.
  • La composizione, formata da costituenti minerali e organici, che comprende fasi solide, liquide e gassose.
  • La costante evoluzione, caratteristica che assegna al suolo la sua quarta dimensione: il tempo.

Quando le condizioni sono favorevoli, le azioni congiunte dei fattori fisici, chimici e biologici portano alla formazione, sulla roccia madre e sotto la copertura vegetale, di uno strato relativamente
complesso che evolve verso un certo equilibrio. Quando si raggiunge tale condizione si ha un suolo maturo.
Diversi fattori ambientali contribuiscono a stabilire le caratteristiche biologiche del suolo:

Temperatura

La temperatura può agire in modi diversi, generalmente a temperature più elevate le attività chimiche sono favorite, esse invece vengono ridotte dal freddo e cessano quando l’acqua presente nel suolo è gelata. Allo stesso modo le attività biologiche sono incrementate dall’aumento della temperatura, e rallentate dalla sua diminuzione (Accordi et al., 1993).
L’energia termica viene trasmessa al suolo dalle radiazioni solari, il flusso di calore viene propagato agli strati più profondi, ai quali arriva con minore intensità e maggiore ritardo (Coineau, 1974).
Le variazioni termiche seguono sia un ritmo stagionale sia un ritmo giornaliero. Le variazioni giornaliere sono per lo più riscontrabili sullo strato superficiale, in cui si sentono maggiormente gli effetti dei fenomeni meteorologici. Nelle ore calde del giorno, sotto l’effetto dell’insolazione, la temperatura si alza molto in superficie, ma scendendo in profondità le variazioni man mano tendono ad attenuarsi fino a scomparire.
In profondità, la temperatura presenta una bassa variabilità ed è in relazione con le medie annuali del luogo. Nel caso in cui sia presente una copertura vegetale le variazioni di temperatura vengono ulteriormente attenuate.
In generale, si può dire che in un suolo umido gli scarti di temperatura rispetto alla profondità sono meno evidenti che in un suolo secco. Inoltre, l’evaporazione che accompagna una precipitazione provoca un abbassamento della temperatura solo negli strati superficiali del suolo.
Le variazioni di temperatura sono importanti nello studio della fauna del suolo, in quanto ne inducono una migrazione verticale alla ricerca di una temperatura idonea alla loro sopravvivenza: in ogni caso, a causa della tendenza alla stabilità man mano che si scende negli strati inferiori, queste migrazioni non sono mai troppo consistenti (circa 10 - 15 cm).

Acqua nel suolo

L’acqua che si trova nel suolo occupa una parte dei suoi pori. Quest’acqua non circola liberamente ma viene trattenuta nei pori dalle forze fisiche che sono tanto maggiori quanto i pori sono più piccoli.
Su queste basi possiamo distinguere:

Acqua di gravità
E’ l’acqua che dopo le precipitazioni riempie i pori di maggiori dimensioni per poi disperdersi per azione della forza di gravità.
Acqua capillare
L’acqua trattenuta nei pori con diametro compreso tra 0,2 e 8 µ
Acqua igroscopica
Essa forma un sottile film di molecole trattenuto dalla pressione presente sulla superficie delle particelle di suolo.

Tenore di CO2 dell’atmosfera del suolo

Nell’atmosfera del suolo si trova un tenore di CO2 più elevato di quello dell’atmosfera epigea; esso, in genere, risulta più elevato in primavera e in autunno, in seguito alla decomposizione delle materie organiche (Coineau, 1974).

Porosità

La porosità determina le modalità di circolazione dei fluidi come l’aria e l’acqua. Un suolo poroso risulta ben aerato e possiede microcanali attraverso i quali possono circolare le sostanze, tale situazione lo rende un ambiente più favorevole allo svolgimento dei processi biologici (Coineau, 1974).

Luce

La presenza di luce rappresenta un fattore inibitorio nei confronti degli organismi edafici, e molti di loro tendono a fuggire dagli strati superficiali alla ricerca di spazi più bui.
I suoli forestali, dove la luce è filtrata dalle chiome degli alberi, rappresentano l’ambiente preferito da parte di un gran numero di organismi edafici.

pH

La concentrazione dello ione idrogeno nel suolo è influenzata dalla presenza di sali, CO2 e cationi scambiabili. Il pH caratterizza il suolo anche dal punto di vista biologico. Le biocenosi presenti nei suoli acidi, infatti, si differenziano notevolmente da quelle dei suoli alcalini, tuttavia mancano studi approfonditi che possano fornire informazioni più precise a questo riguardo.


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