Storia dell'olio d'oliva

Olea prima arborum est”, così nel De re rustica, Lucius Moderatus Columella nel 60 d.C. scriveva a proposito dell’olivo ed in effetti nell’antichità l’olivo fu un albero da un lato venerato, dall’altro già intensamente utilizzato per gli scopi più diversi.
La storia dell’olivo, tuttavia è di molti secoli antecedente all’epoca di Colummella: già Virgilio (70 a.C. – 10 a.C.), nelle Georgiche consigliava di nutrirsi dei frutti dell’olivo che giudica “Hoc pinguem et placitas paci nutritor” ed i Greci avevano diversi miti sulla sua origine, dall’eroe dorico Eracle che portò la pianta dal paese degli Iperborei (al di là del vento Borea) sino al santuario di Olimpia, all’invenzione dell’olivo da parte di Atena che grazie a questo dono, riportò la vittoria su Poseidone e venne riconosciuta sovrana della città di Atene.

I primi frantoi

I primi frantoi greci erano rudimentali ma efficaci: in una grossa pietra concava si ponevano le olive che venivano frante da un’altra pietra lasciatavi volutamente cadere sopra.
La pasta di olive veniva poi posta in cesti che, sovrapposti e pressati con altre pesanti pietre, lasciavano fuoriuscire un liquido composto da acqua di vegetazione e olio.
Il mosto oleoso veniva raccolto in contenitori di vario materiale e lasciato decantare: dopo alcuni giorni l’olio affiorava.
Anche i Fenici, così si evince dagli scritti di Plinio il Vecchio (I secolo d.C.), coltivavano in modo razionale l’olivo. Per primi praticarono la tecnica dell’innesto con la quale riuscirono a propagare le piante più produttive.
Per gli ebrei l’olivo e l’olio erano doni sacri ricevuti direttamente da Dio.

L’olio: un dono di Dio

Il popolo ebraico ha caricato di simboli l’olivo: pace, regalità e sacralità. Con l’olio sacro, infatti, venivano unti i prescelti, per diventare re o sacerdoti.
Un’antica preghiera orientale recita: “La Luce viene dall’albero benedetto, ulivo che non appartiene né all’oriente né all’occidente. Il suo olio si accende appena è avvicinato alla fiamma, che produce raggi sempre rinascenti”.

La culla in Sicilia

In Italia, la coltivazione dell’olio inizia in Sicilia, circa 1300 – 1000 a.C., in piena età del Bronzo finale.
Tuttavia, solo durante l’impero romano, si struttura l’attività agro-industriale e la frangitura diventa vera arte molitoria.
I romani avevano individuato le cultivar più produttive, conoscevano bene la tecnica della potatura, ma soprattutto sapevano che la qualità dell’olio dipendeva essenzialmente dall’epoca e dai metodi di raccolta delle olive.