Metodi di campionamento

Come regola generale il campionamento è effettuato in condizioni tali da evitare qualsiasi tipo di contaminazione e, per quanto riguarda i campionamenti per le prove microbiologiche, operando in condizioni le più possibili vicine all’asepsi. In tutti i casi la quantità di campione da prelevare sarà in rapporto alle esigenze delle determinazioni da effettuare.

Il campionamento si esegue:

  • sul prodotto:
    • per verificare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente;
    • per la gestione dei casi di emergenza come ad es. le tossinfezioni alimentari;
    • in casi sospetti o per segnalazioni di irregolarità;
  • di trasformazione:
    • per verificare lo stato di igiene della lavorazione in attuazione di Raccomandazioni della Commissione Europea (es. Raccomandazione CEE del 19.12.2003 n. 2004/24/CE relativa ad un programma coordinato di controlli ufficiali dei prodotti alimentari per il 2004 – Ricerca di Salmonella spp. – L. monocytogenes – Campylobacter termofilo e numerazione di Straphylococcus aureus ed Escherichia coli)
  • su superfici (locali e attrezzature):
    • per verificare la corretta impostazione ed esecuzione del programma di sanificazione.
  • Per eseguire un corretto campionamento è essenziale la conoscenza:
    • della distribuzione dell’analita all’interno della matrice da esaminare;
    • del grado di omogeneità della matrice da esaminare;
    • della tecnologia di produzione;
    • delle strutture coinvolte nel processo di produzione, trasporto, conservazione e commercializzazione.

Il campionamento va eseguito tenendo principalmente conto di:

  • finalità del campionamento stesso;
  • situazione del campionamento;
  • matrice da campionare (deperibile e non);
  • tipologia di analisi di laboratorio (esame microbiologico, tossicologico, ecc.).

La procedura di campionamento scelta, dipende da:

  • matrice da campionare;
  • informazioni che si vogliono ottenere;
  • determinazioni analitiche richieste.

Quindi, in sintesi, il campionamento deve tenere conto della peculiarità dell’analita e della matrice e in particolare dei seguenti fattori:

  • bio-variabilità della popolazione microbica;
  • distribuzione eterogenea dell’analita;
  • incostanza del comportamento biologico (Germi stressati);
  • eventuale presenza di germi saprofiti, che ostacolano lo sviluppo dei germi patogeni.